Cibo, quanto spreco: in Italia bruciamo 960Kcal al giorno

Cibo, quanto spreco: in Italia bruciamo 960Kcal al giorno

In un momento in cui si parla sempre più spesso di controllo dello spreco di cibo, con un’opinione pubblica ogni giorno più sensibilizzata sull’argomento, l’Italia si conferma una nazione sì “sprecona”, ma anche tra le prime in Europa a dotarsi di una normativa ad hoc.

Nel mondo un terzo dei prodotti alimentari va sprecato

I numeri diffusi dalla Fao, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, sono impressionanti e mettono in luce un fenomeno che va arginato. In base ai dati dell’organizzazione, nel mondo un terzo della massa dei prodotti alimentari (un quarto se espressi in energia) è sprecato (1.6 miliardi di tonnellate, circa 660 kcal/procapite/giorno, per un valore di circa 700 miliardi di euro), dalla produzione al consumo. Lo spreco alimentare, riporta una nota pubblicata da Askanews, genera effetti socio-economici e ambientali molto significativi.

Inquinamento come conseguenza dello spreco

Ma c’è ancora di più, perché lo spreco alimentare genera emissioni di gas-serra per circa 3,3 miliardi di tonnellate (Gt) di anidride carbonica (CO2), pari a oltre il 7% delle emissioni totali (nel 2016 pari a 51.9 miliardi di tonnellate di CO2). Se fosse una nazione, lo spreco alimentare sarebbe al terzo posto dopo Cina e USA nella classifica degli Stati emettitori.

In Italia le prime leggi per contrastare il fenomeno

Come è accaduto in quasi tutti i paesi industrializzati del mondo, anche in Italia il problema dello spreco alimentare e dei suoi effetti è stato largamente sottostimato. Poi, complici anche i mutamenti socio-economici degli ultimi anni, i cambiamenti climatici e un’attenzione sempre maggiore alla sostenibilità in tutti i sensi, qualcosa è cambiato. Tra le priorità dell’ONU per lo sviluppo sostenibile c’è il dimezzamento (in energia alimentare pro capite) entro il 2030 degli sprechi globali in vendita al dettaglio e consumo e (genericamente) la riduzione di perdite in produzione e fornitura. E l’Italia, tra i pochissimi paesi dell’Unione Europea, ha approvata una delle prime leggi per normare e arginare questo problema.

Meno spreco alimentare, meno gas serra

Se il mondo riuscisse a ridurre lo spreco alimentare a livello globale, si avrebbe come diretta conseguenza una decisa riduzione di emissioni di gas serra. Un “tamponamento” che permetterebbe di tenere sotto controllo  alcuni degli impatti del cambiamento climatico, tra cui gli eventi estremi come alluvioni e prolungati periodi di siccità e l’innalzamento del livello del mare. Il primo rapporto tecnico condotto in Italia in materia,  “Spreco alimentare: un approccio sistemico per la prevenzione e la riduzione strutturali” a cura dell’Ispra, evidenzia che lo spreco alimentare in Italia, se misurato in termini energetici, rappresenti circa il 60% della produzione iniziale.

Milano, Monza Brianza e Lodi: 116 mila nuovi posti di lavoro nel trimestre settembre-novembre 2017

Milano, Monza Brianza e Lodi: 116 mila nuovi posti di lavoro nel trimestre settembre-novembre 2017

Opportunità in vista per chi cerca un’occupazione in Lombardia. Oltre il 16% delle imprese di Milano, Monza e Brianza e Lodi sono pronte ad assumere da qui a fine novembre. I nuovi posti di lavoro previsti sono oltre 116mila distribuiti nel trimestre settembre-novembre 2017. In percentuale, questo dato rappresenta il 12% del valore nazionale e oltre il 50% delle opportunità in Lombardia. Queste buone notizie per l’economia regionale sono state diffuse da Unioncamere – ANPAL, Sistema Informativo Excelsior, 2017 su un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi.

A Milano si cerca nel settore servizi

Nel capoluogo lombardo sono soprattutto le imprese dei servizi, escluso commercio e turismo, che prevedono di assumere di più: rappresentano il 43% del totale delle imprese che hanno in previsione nuove entrate entro fine novembre. Delle oltre 99mila nuove assunzioni stimate dalle imprese milanesi, più del 40% si colloca nei settori dei servizi alle imprese, il 16% nel commercio, il 12% nel turismo. Per l’83% della nuova forza lavoro si prevede un inquadramento come personale dipendente, di cui il 37,8% a tempo indeterminato. Prevista una quota del 37,7% delle nuove assunzioni per gli under 30. L’indirizzo economico è il più diffuso per i nuovi posti di lavoro per cui è richiesta una laurea (poco meno di 7mila le nuove assunzioni attese nel capoluogo lombardo per chi è in possesso di questo titolo di studio).

Stesso scenario a Monza e Brianza

La fotografia delle opportunità non cambia di molto a Monza e Brianza: anche in questo territorio sono le imprese dei servizi che prevedono di assumere di più e rappresentano il 34% delle attività che hanno in programma nuove entrate. Segue poi il settore manifatturiero (28%). Delle oltre 13.500 nuove assunzioni previste dalle imprese di Monza e Brianza, circa il 27% è nel campo dei servizi alle imprese,  il 21,8% nel manifatturiero e il 19,4% nel commercio. L’81,6% del personale sarà inquadrato come personale dipendente, di cui il 33,8% a tempo indeterminato. Prevista una quota del 37,4% delle nuove assunzioni per gli under 30.

E anche a Lodi

A Lodi le imprese dei servizi rappresentano il 38% delle attività che prevedono di assumere nei tre mesi considerati. Delle oltre 3.000 nuove assunzioni stimate dalle imprese di Lodi, circa il 30% si colloca nel settore manifatturiero, il 22,8% nei servizi alle imprese e il 14,1% nel commercio. Il 79,8% delle entrate è inquadrato come personale dipendente, di cui il 28,8% a tempo indeterminato. Prevista una quota del 39,9% delle nuove assunzioni per gli under 30. L’indirizzo insegnamento e formazione è il più diffuso per i nuovi posti di lavoro per cui è richiesta una laurea.

Serramenti e infissi, ecco le “istruzioni per l’uso” per usufruire delle detrazioni fiscali

Serramenti e infissi, ecco le “istruzioni per l’uso” per usufruire delle detrazioni fiscali

Se si devono montare o sostituire serramenti o infissi, conviene farlo non solo con produttori e installatori esperti, come R&T che è specializzato in serramenti in alluminio, ma anche sapendo che molte delle risorse investite possono essere detratte. L’Enea, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha infatti pubblicato un utile vademecum con tutte le novità e le specifiche per richiedere e ottenere le detrazioni.

Requisiti generali

Per poter usufruire delle detrazioni, l’immobile oggetto d’interventi deve rispondere ad alcuni requisiti generali:

-alla data della richiesta di detrazione, deve essere “esistente”, ossia accatastato o con richiesta di accatastamento in corso; 
-deve essere in regola con il pagamento di eventuali tributi; 
-deve essere dotato di impianto di riscaldamento

-in caso di ristrutturazione senza demolizione, se essa presenta ampliamenti, non è consentito far riferimento al comma 344, ma ai singoli commi 345, 346 e 347 solo per la parte non ampliata.

Requisiti tecnici specifici

-l’intervento deve configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti (e non come nuova installazione); 
-deve delimitare un volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati;
- deve assicurare un valore di trasmittanza termica (Uw) inferiore o uguale al  valore di trasmittanza limite riportato in tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010.

Anche altre opere sono agevolate

Se sussistono le condizioni sopra riportate, possono essere agevolate anche le opere relative a: 
-scuri, persiane, avvolgibili, cassonetti (se solidali con l’infisso) e suoi elementi

-accessori, purché tale sostituzione avvenga simultaneamente a quella degli infissi (o del solo vetro). In questo caso, nella valutazione della trasmittanza, può considerarsi anche l’apporto degli elementi oscuranti, assicurandosi che il valore di trasmittanza complessivo non superi il valore limite di cui sopra.

Documentazione da conservare a cura del cliente

Il cliente deve avere e conservare:

-l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra o perito) iscritto al proprio Albo professionale, nella quale deve essere indicato il valore di trasmittanza dei nuovi infissi (ricavato dalla documentazione tecnica in possesso del cliente o calcolato secondo modalità indicate sul sito dell’Enea ) e asseverato che tale valore rispetta il valore di trasmittanza limite riportato in tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010.

-in alternativa, la certificazione del produttore dell’infisso che attesti il rispetto dei medesimi requisiti. Inoltre:

-un documento che attesti il valore di trasmittanza dei vecchi infissi (che può essere stimato anche in modo approssimativo, utilizzando l’algoritmo appositamente elaborato e posto al link “per i tecnici” del sito Enea), che può essere riportato: all’interno della certificazione del produttore, in una zona a campo libero; in un’autocertificazione del produttore; nell’asseverazione. In base alle disposizioni di cui al D.M. 6 agosto 2009, l’asseverazione può essere:
sostituita dalla dichiarazione resa dal direttore dei lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate (obbligatoria ai sensi dell’Art.8, comma 2, del

D.Lgs. n°192 del 2005); oppure esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici (che ai sensi dell’Art.28, comma 1, della L. n°10 del 1991 occorre depositare presso le amministrazioni competenti).

Il cliente è tenuto a conservare anche i documenti di tipo amministrativo quali: fatture relative alle spese sostenute; ricevuta del bonifico bancario o postale (modalità di pagamento obbligata nel caso di richiedente persona fisica), che rechi chiaramente come causale il riferimento alla legge finanziaria 2007, numero della fattura e relativa data, oltre ai dati del richiedente la detrazione e del beneficiario del bonifico; ricevuta dell’invio effettuato all’ENEA (codice CPID), che costituisce garanzia che la documentazione è stata trasmessa. Nel caso di invio postale, ricevuta della raccomandata postale;

Infine, il cliente deve anche possedere e conservare le schede tecniche; gli originali inviati all’ENEA firmati (dal tecnico e/o dal cliente); nel caso di interventi che non interessano singole unità immobiliari, dal 4 agosto 2013, l’Attestato di Prestazione Energetica (A.P.E.).

Come trasmettere i dati all’Enea

La documentazione da trasmettere all’ENEA va inviata esclusivamente attraverso l’apposito sito web relativo all’anno in cui sono terminati i lavori (per il 2017: http://finanziaria2017.enea.it), entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, come da collaudo delle opere o nel caso di interventi di riqualificazione energetica di basso impatto (ad esempio la sostituzione di infissi), come da dichiarazione di conformità. (La richiesta di detrazione può essere trasmessa ad ENEA anche oltre i 90 giorni, qualora sussistano le condizioni riportate sul sito e si seguano le procedure in essa riportate).
Solo nel caso di interventi in singole unità immobiliari, ossia univocamente definite al Catasto urbano, tale documentazione consiste in: Allegato F al “decreto edifici” che può anche essere redatto dal singolo utente. In tutti i casi diversi da quelli di cui sopra (ad esempio, interventi che riguardano parti condominiali), la documentazione è la seguente: Attestato di qualificazione energetica, redatto da un tecnico abilitato, con i dati di cui all’Allegato A al “decreto edifici”; Scheda descrittiva dell’intervento (Allegato E al “decreto edifici”). 
Con il Dlgs 175/2014, in vigore dal 13 dicembre 2014, è stato soppresso l’obbligo di inviare una comunicazione per via telematica all’Agenzia delle Entrate, per i soli lavori che proseguono oltre il periodo di imposta.

Italiani, che sportivi. La Lombardia la regione più “attiva”

Italiani, che sportivi. La Lombardia la regione più “attiva”

Gli italiani si rivelano un popolo di sportivi, attenti alla forma fisica e al benessere. E la fotografia delle imprese attive in questo settore lo conferma. Nel nostro paese, infatti sono ben 20.199 le aziende che si occupano di sport: 18.560 le attività sportive e 1.639 le imprese che si occupano di corsi sportivi e ricreativi. Ma anche l’intero comparto è in ottima salute: in cinque anni è infatti cresciuto del 25,7% .

Lombardia, che sportiva

A livello regionale, su questo fronte la più “sportiva” è sicuramente la Lombardia che, con 3.826 imprese pesa per il 19% sul totale italiano. Seguono Lazio (2.223 imprese, 11%), Emilia Romagna (1.944 imprese, 9,6%), Veneto (1.635 imprese, 8,1%) e Toscana (1.632 imprese, 8,1%). Prima tra le regioni del sud la Campania (7%). Nell’ultimo quinquennio, le regioni che più sono cresciute risultano essere il Lazio (+37%), il Veneto (+35%) e le Marche (+34%). I dati sono il frutto un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese al primo trimestre 2017 confrontati con il primo trimestre 2012. Le cifre segnalate si riferiscono alle sedi di impresa attive.

Tra le province, l’oro va a Roma

Sul fronte delle province italiane più sportive, prima è Roma con 1.760 imprese attive nei settori dello sport, l’8,7% del totale nazionale. Seconda Milano con 1.203 imprese, 6% del totale Italia. Poi Torino (842 imprese, 4,2%), Napoli (745, 3,7%) e Brescia (730, 3,6%)

Milano, Bergamo e Brescia tra le più in forma

In Lombardia il comparto dello sport registra uno dei tassi di crescita più sostenuti: +28% in 5 anni, con 3.516 attività sportive (+24%) e 310 corsi sportivi e ricreativi (+101%). Ovviamente, Milano da sola concentra il 31,4% delle imprese del settore lombarde, +30,6% in cinque anni. Seguono Brescia con 730 imprese (+25%) e Bergamo con 460 imprese (+20%). Superano le 250 imprese anche Varese (+17,6%) e Monza e Brianza.

Italiani sportivi soprattutto al Nord

Si concentrano soprattutto nel Nord Italia le persone che affermano di praticare attività sportiva in modo continuativo. Su un campione Istat del 2016 di 100 persone con le stesse caratteristiche, il Trentino vince con il 39% dei cittadini che pratica sport con costanza a Bolzano e il 33% a Trento. In Lombardia gli sportivi attivi sono il 31%, il 29% in Valle d’Aosta e il 27% in Piemonte. Più pigri al sud Italia: oltre il 50% degli abitanti non si dedica mai a un’attività sportiva.

Yacht di lusso, cinque gioielli della nautica italiana

Yacht di lusso, cinque gioielli della nautica italiana

Una delle tante leadership dell’industria made in Italy riguarda la nautica e la costruzione di yacht e magayacht. Si tratta di una settantina di aziende che nei propri cantieri danno lavoro a 4.500 dipendenti in modo diretto e fino a 15.000 lavoratori che apportano le loro competenze in layout di fabbrica flessibili, aperti e artigianali. Il valore prodotto da queste aziende si aggira ogni anno intorno a 1,5 miliardi di euro, e in questo settore si esprimono competenze tecniche, tecnologiche, di design, ricerca, sviluppo e qualità dei materiali come in pochi altri segmenti di nicchia dell’economia. Nelle varie categorie d’imbarcazione, come quelle a motore, a vela, multiscafo, natanti e gommoni, l’Italia mantiene alta la sua leadership mondiale, ed è capace di declinare il concetto di yacht di lusso in base alle esigenze dei facoltosi clienti, con il massimo grado di personalizzazione. Ecco, allora, una selezione di cinque gioielli della nautica italiana, costruiti di recente (estate 2016) per conquistare clienti con gusti differenti: perché un megayacht può puntare più sullo sport, oppure sul confort, può esprimere tecnologia a prima vista, oppure omaggiare la storia del marchio con un’impostazione classica.

Lo yacht tutto confort. Un’imbarcazione che punta molto sull’eleganza, lo spazio e il confort dei passeggeri è Otam Custom Range. La lunghezza è di 35 metri, ed è dotato di ben tre ponti, che coprono una superficie complessiva di 60 metri quadrati. Con 2000 miglia di autonomia dichiarata, Custom Range è lo yacht ideale per affrontare lunghe crociere in pieno relax.

Lo yacht dislocante. Uno scafo dislocante aumenta la stabilità di navigazione perché la carena dell’imbarcazione non plana mai. Su questa specifica tecnica è nato Baglietto Unicorn, che misura ben 54 metri e può ospitare fino a 21 persone, prediligendo uno stile moderno e contemporaneo, capace di evocare il lusso senza tuttavia strillarlo.

Lo yacht vintage. Codecasa 43 Full Beam è senza dubbio uno yacht vintage, a partire dal classico bicolore bianco e blu, per terminare con prestazioni rassicuranti, votate a una navigazione in surplace. Anche nelle scelte di arredo, è facile sentirsi catapultati in un’atmosfera tipica di qualche decennio fa.

Lo yacht sportivo. È sicuramente l’aerodinamico hard top a conferire un’aria sportiva allo yacht Ferretti 850. Finestratura affilata e oscurata, linea aggressiva e velocità massima di 30 nodi confermano le impressioni generali di essere davanti a uno yacht dalle buone caratteristiche dinamiche, anche se in questa categoria di imbarcazioni il confort non può essere trascurato. E Ferretti 850 non tradisce indecisioni dal punto di vista della qualità della vita a bordo.

Lo yacht che riscrive la storia. Fondato nel 1842 sul lago d’Iseo, il cantiere Riva ha fatto la storia dell’imbarcazione italiana, con i motoscafi che hanno fatto innamorare i divi del cinema e i campioni dello sport negli anni Cinquanta, e il mitico Aquarama degli anni Sessanta. Qualità, gioia di vivere ed energia ricompaiono in Riva 76, che aggiorna le tecniche costruttive artigianali legate al legno con un grande utilizzo del carbon look. Velocità oltre i 30 nodi, ampi spazi all’aperto e un fascino che sa essere retrò nonostante l’assoluta modernità del design.

Bambini, a mangiare sano si impara da piccoli

Bambini, a mangiare sano si impara da piccoli

Il sogno di ogni mamma: avere un bambino che mangia felice e soddisfatto sia la frutta sia le verdura. Non è certo un segreto che un’alimentazione sana e bilanciata, fin dai primi mesi di vita, sia infatti il lasciapassare per una vita lunga e felice. Però per quasi tutti i genitori questo desiderio rimane poco più di un miraggio: la stragrande maggioranza dei piccoli non ne vuole proprio sapere di mangiare bene . Allora, che fare? Esistono diversi stratagemmi per far sì che anche i piccini più renitenti inizino ad avvicinarsi a una dieta corretta senza troppo scossoni o capricci.

Iniziare gradualmente

Innanzitutto, se i bambini sono davvero piccoli si potrebbe abituarli a nuovi sapori introducendo qualche alimento in più – e ciò vale in particolare per le verdure – all’interno delle pappe che già conosce e apprezza. In questo modo, gradualmente, il bambino scoprirà che zucchine e spinaci non sono poi così male, anzi. Se i ragazzini sono un po’ più grandicelli, un ottimo trucco è quello di avvicinarli a pietanze nuove facendosi aiutare in cucina nella preparazione di questi piatti: si sa, uno chef assaggia tutto quello che prepara! Infine, ma questo consiglio vale anche per gli adulti, sarebbe opportuno abolire dalla dispensa cibi davvero poco salutari come patatine o snack confezionati: per uno spuntino veloce, soprattutto nella bella stagione, sono perfetti finocchi, carote, pezzi di frutta magari tagliati e presentati in modo divertente.

Mamma e papà devono dare il buon esempio

Per invogliare i bambini a mangiare bene, non esiste stimolo più efficace del buon esempio. Anche gli adulti, quindi, devono seguire un’alimentazione corretta, alla stessa stregua dei bambini. Se mamma e papà mangiano chips e caramelle, anche il piccolo vorrà fare altrettanto. Se invece i genitori mostreranno come sono buone frutta e verdura, consumandola a loro volta, il processo di insegnamento sarà più naturale e infinitamente più facile.

Ogni tanto si può sgarrare

Lo sappiamo tutti: i divieti assoluti sono l’invito a trasgredire. Quindi, anche in cucina e in tavola, ogni tanto ci si può concedere qualche sfizio. Un gelato per merenda, una festa con gli amici dove le torte o i pasticcini sono i protagonisti, ma anche un piatto di patatine fritte possono essere concessi senza particolari problemi o sensi di colpa. L’importante è seguire una sana routine di base – si sa, i bambini sono anche abitudinari – e lasciare qualche volta largo alla trasgressione. Così si crescerà in salute e felici.

Il Medico del lavoro di Area 81

Tutelare la salute di ogni singolo lavoratore è nell’interesse di qualsiasi azienda, oltre ad essere una materia disciplinata da una specifica normativa. Ogni realtà aziendale deve necessariamente accertarsi che non vi sia alcun tipo di incompatibilità tra i compiti che ciascun lavoratore è chiamato a svolgere quotidianamente e le sue condizioni di salute, e soprattutto che i compiti assegnati ad ogni dipendente non possano essere causa (anche a lungo andare) dell’insorgere di patologie di qualsiasi tipo. Questo è il motivo per cui la normativa di settore richiede la presenza di un medico del lavoro che possa tutelare la salute dei dipendenti. Il compito di un medico del lavoro è quello di andare a sincerarsi delle condizioni di salute di ciascun dipendente, effettuando una accurata visita per ciascuno di loro e predisponendo una cartella sanitaria personale per ogni lavoratore.

Sarà proprio il medico del lavoro a decretare l’eventuale incompatibilità tra le mansioni svolte dal lavoratore e le sue condizioni di salute, o a fare in modo che l’attività che questi è chiamato a svolgere non diventi in futuro causa dell’insorgere di una patologia. Se la visita avrà invece un esito positivo, e non vi siano delle incompatibilità con la mansione svolta, il medico del lavoro andrà a certificare l’idoneità lavorativa. Se la tua azienda è una di quelle chiamate ad usufruire dei servizi di un medico del lavoro, è bene provvedere quanto prima così da essere in linea con quanto previsto dalla normativa vigente. Area 81 è l’azienda che può aiutarti in maniera concreta, fornendoti il medico del lavoro di cui hai bisogno per andare a verificare la salute dei tuoi dipendenti e l’eventuale influenza che le mansioni da essi svolte rivestono sulla salute. È il servizio perfetto per te che desideri tutelare la salute dei tuoi dipendenti ed essere perfettamente in linea con quanto previsto dalla legge.

Asciugamani Elettrici Mediclinics

Spesso i dettagli sono in grado di fare la differenza e al tempo stesso la fortuna di una attività commerciale di qualsiasi tipo. La cura per i particolari e l’attenzione verso qualsiasi aspetto legato al benessere dell’utente, in particolar modo alla sua piacevole esperienza all’interno della nostra struttura o dei nostri locali, sono in grado di far percepire agli ospiti la nostra attività come più confortevole  rispetto altre dello stesso tipo. Una delle cose più fastidiose ad esempio, quando ci si trova nei servizi igienici, è il constatare che dopo essersi lavate le mani sarà necessario asciugarle con dei fazzoletti o tovagliette di spugna. I fazzoletti ad esempio, non asciugano del tutto le mani e lasciano quei fastidiosi piccoli residui di carta sulla pelle. Gli asciugamani di spugna invece asciugano meglio le mani ma rischiano di essere poco igienici, dato che batteri e sporcizia possono depositarsi su di essi prima che qualcuno li utilizzi.

Esiste invece una soluzione pratica e assolutamente igienica, che garantisce una perfetta asciugatura delle mani sia dal punto di vista del tatto che dell’igiene: stiamo parlando degli asciugamani elettrici Mediclinics, ovvero asciugamani di ultima generazione perfetti per essere impiegati all’interno di strutture ricettive di ogni tipo ma anche ristoranti, attività commerciali e aziende. Questi veri e propri gioielli della tecnologia sono in grado di asciugare perfettamente le mani nell’arco di 10 – 15 secondi, hanno un sistema ad imbuto che consente di raccogliere le gocce d’acqua e una tecnologia che consente di risparmiare energia. È la soluzione perfetta per te che sei così attento alle necessità dei tuoi clienti e vuoi offrire loro sempre il massimo del benessere, potendo ovviamente contare su un prodotto come questo che rispetta pienamente tutte le normative europee in tema di sicurezza. Per un preventivo o richiesta di informazioni puoi contattare il recapito telefonico 0264672220.

Organizza il tuo Matrimonio con New Team Eventi

Organizzare un matrimonio è certamente un impegno non indifferente, che richiede un’ottima conoscenza dei luoghi e dei servizi ed una spiccata attitudine alla cura dei particolari. D’altronde si tratta del giorno più importante per una coppia e nessuno vuole che qualcosa possa non essere perfetto o addirittura andare storto, ragion per cui è sempre preferibile affidarsi a chi conosce bene il territorio e i servizi a disposizione. Individuare la location giusta è di fondamentale importanza, è il luogo in cui riceveremo i nostri ospiti, ma anche il banchetto è uno dei momenti che sta più a cuore agli invitati ed è giusto scegliere bene per non tradire le loro attese.

Per evitare di avere brutte sorprese, sono tantissime le coppie che ogni anno si rivolgono a New Team Eventi, l’agenzia che si occuperà in toto dell’organizzazione del tuo matrimonio contribuendo a renderlo un giorno ancora più unico e particolare. Lo staff, composto da personale qualificato e con grande esperienza nel settore, penserà davvero a tutto per far si che ogni cosa sia perfetto.

Oltre alla location e al banchetto, l’agenzia ti aiuterà nella scelta delle partecipazioni più carine per annunciare la data del lieto evento alle persone a te care, gli addobbi floreali più belli per arricchire la chiesa e la location secondo le tue preferenze, il servizio fotografico migliore per un book matrimonio da favola, la macchina dei tuoi sogni per fare un magnifico ingresso in scena, il sottofondo musicale più adatto per accompagnare la serata e le bomboniere più eleganti per ringraziare tutti coloro che hanno preso parte a questa giornata. Sulla base delle tue preferenze e indicazioni New Team Eventi, importante agenzia comunicazione Milano, ti aiuterà a scegliere i migliori servizi per far si che il vostro giorno più bello possa essere un giorno speciale per tutti.

Manutenzione del tuo condizionatore

Fra qualche mese arriverà l’estate… se sarà soltanto simile a quella dello scorso anno (e c’è da scommetterci, visto l’inverno eccezionalmente mite appena trascorso) molto probabilmente le temperature saranno difficilmente tollerabili, almeno a luglio e ad agosto. Ormai quasi ognuno di noi ha nella propria casa un condizionatore, più o meno recente, tecnologico, silenzioso ed efficiente. Già, ma avete controllato che funzioni? Questo articolo nasce dalla mia esperienza dello scorso anno: arriva il primo caldo, quello che non ti fa dormire la notte (quando poi hai una casa di due piani dove il caldo si concentra nella camera da letto…) e non ti da tregua di giorno. Decidiamo quindi di accendere, dopo quasi un anno, il nostro amato (e vecchiotto) condizionatore… risultato: aria tiepida. Ma come??? Sarà il gas da ricaricare. Leggenda: se un condizionatore funziona bene, non serve ricaricare il gas!!! Dovrebbe esserci una perdita, oppure dovrebbero essere trascorsi diversi anni dall’ultima volta che è stata fatta una manutenzione.

Ci viene in aiuto Smart Clima Milano, azienda di recente costituzione ma consolidata esperienza attiva nell’assistenza condizionatori a Milano: “eseguire la manutenzione del tuo condizionatore almeno una volta ogni 24 mesi è un’operazione molto importante perchè permette di migliorarne l’efficiente e, soprattutto, di essere sicuri che l’aria che andremo a respirare sia priva di batteri o altre sostanza nocive. Ecco quindi che la periodica pulizia dei filtri, delle batterie, la sanificazione e tutti i controlli dovuti si rendono importantissimi per garantire aria pulita, costi ridotti e funzionamento adeguato alle necessità”.

Il consiglio del nostro nuovo blog è quindi quello di rivolgervi a professionisti del settore e di ricordarvi di eseguire la manutenzione del vostro condizionatore: che funzioni non significa nulla, deve funzionare bene.