Il successo non è raggiungibile? L’analisi di LinkedIn

Il successo non è raggiungibile? L’analisi di LinkedIn

Ne è convinto un italiano su cinque: il successo è una sorta di miraggio, qualcosa di irraggiungibile.“In questo periodo storico, riuscire a emergere, farsi notare, ottenere risultati e magari venire anche premiati per il nostro lavoro – ha dichiarato Marcello Albergoni, Head of Italy di LinkedIn- non è così semplice e scontato”. Secondo la ricerca ‘This Is Success’, realizzata da LinkedIn, il 41% dei lavoratori italiani pensa di non avere successo e, addirittura, il 38% non sa se riuscirà mai a ottenerlo. Di questi, uno su cinque (20%) afferma addirittura che non lo raggiungerà mai. Gli uomini (44%) hanno un approccio più positivo rispetto alle donne (42%) e i millennial sembrano essere i più sognatori e, nonostante più di uno su due (59%) creda di non avere ancora raggiunto il successo, quasi uno su quattro (24%) è convinto di raggiungerlo nei prossimi cinque anni.

La soddisfazione non viene dal lavoro

Un’analisi, condotta da YouGov tra ottobre e novembre 2017, su un campione di oltre 18 mila intervistati in 16 Paesi, tra cui Italia, Francia, Australia, Inghilterra, Stati Uniti, ha rivelato come a livello globale la definizione di successo corrisponda principalmente all’essere felici (73%), allo stare bene (70%) e al passare del tempo con la propria famiglia (56%), relegando agli ultimi posti quindi l’aspetto professionale.

Gli italiani cercano il benessere

Per il 69% degli oltre mille lavoratori intervistati il successo coincide con lo stare bene, per il 67% significa essere felici, per il 53% avere un buon equilibrio tra vita privata e professionale. In fondo alla classifica le voci: guadagnare più dei propri amici (4%) e ottenere un aumento (13%). La maggior parte dei professionisti, sia a livello nazionale (31%) che internazionale (28%), vorrebbe che la società oggi desse meno valore al concetto di successo.

Ciò che conta sono gli affetti, il tempo per se stessi

La difficoltà nel raggiungere il successo e il rischio di non ottenerlo possono esporre a depressione e infelicità. In un’epoca in cui la società e il business ci richiedono di essere sempre always-on, senza però riconoscere sufficientemente lo sforzo prodotto per essere performanti, l’aspetto più importante della propria giornata diventa il tempo dedicato a se stessi, ai propri affetti.

La campagna LinkedIn

Per dare ai propri utenti spunti utili per seguire i sogni, LinkedIn ha deciso di avviare una nuova campagna internazionale ‘#InItTogether’, che arriva in Italia con il nome di ‘#SogniamoInGrande’. L’iniziativa coinvolge alcuni utenti e influencer italiani presenti sulla piattaforma che hanno deciso di raccontare la loro storia di successo

A Milano la mobilità è più sostenibile

A Milano la mobilità è più sostenibile

Milano è la città italiana più sostenibile dal punto di vista della mobilità. Su quattro città italiane il capoluogo lombardo si piazza davanti a Torino, Roma e Palermo, staccando di netto le altre. Questo è il risultato del rapporto Living. Moving. Breathing. Ranking of 4 major Italian cities on Sustainable Urban Mobility, realizzato dal Wuppertal Institute per conto di Greenpeace.

Si tratta dell’approfondimento di uno studio diffuso lo scorso maggio su 13 città europee in materia di sostenibilità dei trasporti. Utilizzando la stessa metodologia, sono stati utilizzati i dati relativi al 2016 provenienti da fonti pubbliche ufficiali o dalle amministrazioni delle 4 città.

21 indicatori sintetizzati in 5 parametri

Le città sono state analizzate attraverso 21 indicatori, sintetizzati in 5 parametri: sicurezza stradale, qualità dell’aria, gestione della mobilità, trasporti pubblici, mobilità attiva.

In termini di punteggio Milano stacca nettamente le altre, anche se le differenze di punteggio complessivo non sono marcate. I punteggi specifici ottenuti sui diversi parametri, però, rendono un quadro più chiaro delle profonde differenze tra i vari contesti urbani, riferisce Adnkronos. Il risultato di Milano è determinato da buone performance in materia di trasporto pubblico e mobility management: gli stessi indicatori che hanno maggiormente determinato il risultato negativo di Palermo.

Tutte superano i livelli di concentrazione massimi di biossido di azoto

Torino è risultata la città con le strade più insicure, ed anche la città con l’aria più inquinata. Ma l’inquinamento atmosferico è grave in ognuna delle 4 città: tutte superano i livelli di concentrazione massimi previsti dalle normative per il biossido di azoto.

La Capitale mostra inoltre indirizzi molto deboli di mobility management, che disincentivano poco o affatto l’uso del mezzo privato. Ciò determina anche una mobilità fortemente congestionata, con un incremento di circa il 40% dei tempi di spostamento. A Palermo i livelli di congestionamento del traffico sono perfino leggermente superiori.

Manca una concezione integrata della mobilità

La disponibilità di servizi di bike e car sharing è buona a Milano, modesta a Roma e nel capoluogo siciliano. La qualità del trasporto pubblico è l’indicatore sul quale si registrano le distanze maggiori tra i quattro sistemi urbani: da Milano, che ha un Tpl europeo, al bassissimo livello di utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei palermitani. Questi ultimi utilizzano un mezzo privato per il 75% degli spostamenti in città, i milanesi vi ricorrono invece solo nel 43% dei casi. Quello che manca alle città italiane è una concezione integrata della mobilità. “Agire per potenziare un singolo aspetto – spiega Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace – senza saldarlo fortemente a ogni altra forma di mobilità sostenibile, porta a risultati molto parziali”.

Arriva in Italia Samsung Pay, il nuovo sistema di pagamento da smartphone di Samsung Electronics

Arriva in Italia Samsung Pay, il nuovo sistema di pagamento da smartphone di Samsung Electronics

Arriva anche in Italia Samsung Pay, il sistema di pagamento elettronico di Samsung Electronics. Samsung Pay consente infatti di pagare da smartphone gli acquisti effettuati in qualsiasi esercizio commerciale che accetta le carte di credito, di debito o prepagate delle banche partner. Il servizio supporta la tecnologia Nfc (Near Field Communication) ed Mst (Magnetic Secure Transmission), e funziona con quasi tutti i terminali di pagamento e con i circuiti di pagamento aderenti.

Parole d’ordine, semplicità e sicurezza

Samsung Pay è stato progettato per rendere i pagamenti tramite smartphone sicuri, semplici e convenienti. “Dopo il recente lancio di Galaxy S9 e S9+, Samsung introduce da oggi un altro servizio innovativo che contribuirà a rendere più semplice la vita degli utenti dei nostri prodotti”, dichiara Carlo Barlocco, presidente di Samsung Electronics Italia. I partner del servizio sono Bnl, CheBanca!, Intesa Sanpaolo, Banca Mediolanum, Unicredit, Mastercard, Visa, Nexi e Sia.

Nel 2017 in Italia i pagamenti digitali con carta sono aumentati di oltre il 10%

Secondo i dati del nuovo studio dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2017 in Italia i pagamenti digitali con carta sono aumentati di oltre il 10%, raggiungendo un giro d’affari di 220 miliardi di euro.

Nel settore dei New Digital Payment, riferisce una notizia di Askanews, sono proprio i pagamenti tramite smartphone e tablet pc a fare la parte da leone. Non è un caso che i Mobile Proximity Payment, i pagamenti effettuati presso i punti vendita attraverso gli smartphone,  abbiano avuto una vera e propria impennata. E nel 2017 si sono registrati oltre 70 milioni di euro in transazioni, in netta crescita rispetto ai 10 milioni scarsi del 2016. Una modalità di pagamento che nel futuro sarà sempre più utilizzata: si stima che nel 2020 la cifra raggiunta dalle transazioni elettroniche potrebbe valere dai 3,2 ai 6,5 miliardi di euro.

La cashless society renderà la gestione del denaro totalmente trasparente

“Siamo convinti che il lancio in Italia di Samsung Pay contribuirà alla trasformazione del rapporto degli italiani con il denaro in direzione di quella ‘cashless society’ di cui si parla ormai da tempo – aggiunge il presidente di Samsung Electronics Italia – e che in alcuni Paesi è già una realtà capace di apportare benefici concreti al sistema paese nel suo complesso. Grazie anche al fatto di rendere la gestione del denaro totalmente trasparente”.

Banche, la digitalizzazione è già capitale

Banche, la digitalizzazione è già capitale

Tra i diversi settori produttori e di servizi presi in esame, quello bancario sembra essere il più smart in termini di digitalizzazione. E la sfida si gioca anche “tra l’altro, con operatori non bancari che offrono servizi senza i vincoli, anche regolamentari, che invece gravano sulle banche”. Lo rivela la 25a edizione del Rapporto Abi 2017 sul mercato del lavoro nell’industria finanziaria, presentato a Milano.

Profondi mutamenti in atto

Il report dell’Abi evidenzia inoltre che  sono in corso “profondi mutamenti nel settore bancario in Italia e in Europa: una riduzione del numero degli sportelli “fisici” e una riorganizzazione della rete, in favore dei canali telematici, con positivi effetti sulla flessibilità dell’organizzazione del lavoro; una crescita del numero di lavoratori impiegati nelle attività commerciali, di consulenza specializzata, di customer service anche fuori sede; una diminuzione del numero di lavoratori impiegati allo sportello e al back office; lo sviluppo di modalità alternative di relazione con il cliente, anche “a domicilio” e basate sull’utilizzo di strumenti di comunicazione a distanza”. Si tratta di aspetti che influiscono anche sulle “regole del diritto del lavoro – specifica il rapporto Abi – e sindacale che devono adeguarsi ad un nuovo contesto che, tra l’altro, comporta il progressivo superamento delle stesse nozioni di spazio e di tempo della prestazione lavorativa su cui, per decenni, sono state edificate le strutture normative che disciplinano il rapporto di lavoro”.

Il futuro della banca 4.0? Sarà il riconoscimento vocale

I cambiamenti tecnologici entreranno in banca in modo sempre più evidente. Ad esempio, per accedere ai servizi bancari basterà usare la propria voce, oppure sottoporsi alla scansione dell’iride o dell’impronta digitale. In questo modo non sarà più necessario non solo ricordare, ma anche possedere, pin o password. “L’intelligenza artificiale sta giocando un ruolo chiave e sono sempre di più le banche che decidono di adottare soluzioni di autenticazione biometrica intelligenti e di facile gestione per assicurare all’utente maggiori livelli di sicurezza, oltre a semplificare e digitalizzare la customer experience” affermano da Nuance Communication, uno dei principali fornitori mondiali di soluzioni vocali e documentali.

Biometria, un mercato da 30 miliardi entro il 2021

Secondo un recente report di Abi Research, il mercato della biometria supererà i 30 miliardi entro il 2021, registrando una crescita del 118% rispetto al 2015, mentre uno studio di Cnn Money ha rilevato che le tecnologie basate su biometria – nello specifico su autenticazione vocale – sono in grado di distinguere una voce reale da una registrata con una precisione superiore al 99% riducendo al minimo il rischio di frodi.

Milano, Monza Brianza e Lodi: 116 mila nuovi posti di lavoro nel trimestre settembre-novembre 2017

Milano, Monza Brianza e Lodi: 116 mila nuovi posti di lavoro nel trimestre settembre-novembre 2017

Opportunità in vista per chi cerca un’occupazione in Lombardia. Oltre il 16% delle imprese di Milano, Monza e Brianza e Lodi sono pronte ad assumere da qui a fine novembre. I nuovi posti di lavoro previsti sono oltre 116mila distribuiti nel trimestre settembre-novembre 2017. In percentuale, questo dato rappresenta il 12% del valore nazionale e oltre il 50% delle opportunità in Lombardia. Queste buone notizie per l’economia regionale sono state diffuse da Unioncamere – ANPAL, Sistema Informativo Excelsior, 2017 su un’elaborazione della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi.

A Milano si cerca nel settore servizi

Nel capoluogo lombardo sono soprattutto le imprese dei servizi, escluso commercio e turismo, che prevedono di assumere di più: rappresentano il 43% del totale delle imprese che hanno in previsione nuove entrate entro fine novembre. Delle oltre 99mila nuove assunzioni stimate dalle imprese milanesi, più del 40% si colloca nei settori dei servizi alle imprese, il 16% nel commercio, il 12% nel turismo. Per l’83% della nuova forza lavoro si prevede un inquadramento come personale dipendente, di cui il 37,8% a tempo indeterminato. Prevista una quota del 37,7% delle nuove assunzioni per gli under 30. L’indirizzo economico è il più diffuso per i nuovi posti di lavoro per cui è richiesta una laurea (poco meno di 7mila le nuove assunzioni attese nel capoluogo lombardo per chi è in possesso di questo titolo di studio).

Stesso scenario a Monza e Brianza

La fotografia delle opportunità non cambia di molto a Monza e Brianza: anche in questo territorio sono le imprese dei servizi che prevedono di assumere di più e rappresentano il 34% delle attività che hanno in programma nuove entrate. Segue poi il settore manifatturiero (28%). Delle oltre 13.500 nuove assunzioni previste dalle imprese di Monza e Brianza, circa il 27% è nel campo dei servizi alle imprese,  il 21,8% nel manifatturiero e il 19,4% nel commercio. L’81,6% del personale sarà inquadrato come personale dipendente, di cui il 33,8% a tempo indeterminato. Prevista una quota del 37,4% delle nuove assunzioni per gli under 30.

E anche a Lodi

A Lodi le imprese dei servizi rappresentano il 38% delle attività che prevedono di assumere nei tre mesi considerati. Delle oltre 3.000 nuove assunzioni stimate dalle imprese di Lodi, circa il 30% si colloca nel settore manifatturiero, il 22,8% nei servizi alle imprese e il 14,1% nel commercio. Il 79,8% delle entrate è inquadrato come personale dipendente, di cui il 28,8% a tempo indeterminato. Prevista una quota del 39,9% delle nuove assunzioni per gli under 30. L’indirizzo insegnamento e formazione è il più diffuso per i nuovi posti di lavoro per cui è richiesta una laurea.

Italiani, che sportivi. La Lombardia la regione più “attiva”

Italiani, che sportivi. La Lombardia la regione più “attiva”

Gli italiani si rivelano un popolo di sportivi, attenti alla forma fisica e al benessere. E la fotografia delle imprese attive in questo settore lo conferma. Nel nostro paese, infatti sono ben 20.199 le aziende che si occupano di sport: 18.560 le attività sportive e 1.639 le imprese che si occupano di corsi sportivi e ricreativi. Ma anche l’intero comparto è in ottima salute: in cinque anni è infatti cresciuto del 25,7% .

Lombardia, che sportiva

A livello regionale, su questo fronte la più “sportiva” è sicuramente la Lombardia che, con 3.826 imprese pesa per il 19% sul totale italiano. Seguono Lazio (2.223 imprese, 11%), Emilia Romagna (1.944 imprese, 9,6%), Veneto (1.635 imprese, 8,1%) e Toscana (1.632 imprese, 8,1%). Prima tra le regioni del sud la Campania (7%). Nell’ultimo quinquennio, le regioni che più sono cresciute risultano essere il Lazio (+37%), il Veneto (+35%) e le Marche (+34%). I dati sono il frutto un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese al primo trimestre 2017 confrontati con il primo trimestre 2012. Le cifre segnalate si riferiscono alle sedi di impresa attive.

Tra le province, l’oro va a Roma

Sul fronte delle province italiane più sportive, prima è Roma con 1.760 imprese attive nei settori dello sport, l’8,7% del totale nazionale. Seconda Milano con 1.203 imprese, 6% del totale Italia. Poi Torino (842 imprese, 4,2%), Napoli (745, 3,7%) e Brescia (730, 3,6%)

Milano, Bergamo e Brescia tra le più in forma

In Lombardia il comparto dello sport registra uno dei tassi di crescita più sostenuti: +28% in 5 anni, con 3.516 attività sportive (+24%) e 310 corsi sportivi e ricreativi (+101%). Ovviamente, Milano da sola concentra il 31,4% delle imprese del settore lombarde, +30,6% in cinque anni. Seguono Brescia con 730 imprese (+25%) e Bergamo con 460 imprese (+20%). Superano le 250 imprese anche Varese (+17,6%) e Monza e Brianza.

Italiani sportivi soprattutto al Nord

Si concentrano soprattutto nel Nord Italia le persone che affermano di praticare attività sportiva in modo continuativo. Su un campione Istat del 2016 di 100 persone con le stesse caratteristiche, il Trentino vince con il 39% dei cittadini che pratica sport con costanza a Bolzano e il 33% a Trento. In Lombardia gli sportivi attivi sono il 31%, il 29% in Valle d’Aosta e il 27% in Piemonte. Più pigri al sud Italia: oltre il 50% degli abitanti non si dedica mai a un’attività sportiva.

Yacht di lusso, cinque gioielli della nautica italiana

Yacht di lusso, cinque gioielli della nautica italiana

Una delle tante leadership dell’industria made in Italy riguarda la nautica e la costruzione di yacht e magayacht. Si tratta di una settantina di aziende che nei propri cantieri danno lavoro a 4.500 dipendenti in modo diretto e fino a 15.000 lavoratori che apportano le loro competenze in layout di fabbrica flessibili, aperti e artigianali. Il valore prodotto da queste aziende si aggira ogni anno intorno a 1,5 miliardi di euro, e in questo settore si esprimono competenze tecniche, tecnologiche, di design, ricerca, sviluppo e qualità dei materiali come in pochi altri segmenti di nicchia dell’economia. Nelle varie categorie d’imbarcazione, come quelle a motore, a vela, multiscafo, natanti e gommoni, l’Italia mantiene alta la sua leadership mondiale, ed è capace di declinare il concetto di yacht di lusso in base alle esigenze dei facoltosi clienti, con il massimo grado di personalizzazione. Ecco, allora, una selezione di cinque gioielli della nautica italiana, costruiti di recente (estate 2016) per conquistare clienti con gusti differenti: perché un megayacht può puntare più sullo sport, oppure sul confort, può esprimere tecnologia a prima vista, oppure omaggiare la storia del marchio con un’impostazione classica.

Lo yacht tutto confort. Un’imbarcazione che punta molto sull’eleganza, lo spazio e il confort dei passeggeri è Otam Custom Range. La lunghezza è di 35 metri, ed è dotato di ben tre ponti, che coprono una superficie complessiva di 60 metri quadrati. Con 2000 miglia di autonomia dichiarata, Custom Range è lo yacht ideale per affrontare lunghe crociere in pieno relax.

Lo yacht dislocante. Uno scafo dislocante aumenta la stabilità di navigazione perché la carena dell’imbarcazione non plana mai. Su questa specifica tecnica è nato Baglietto Unicorn, che misura ben 54 metri e può ospitare fino a 21 persone, prediligendo uno stile moderno e contemporaneo, capace di evocare il lusso senza tuttavia strillarlo.

Lo yacht vintage. Codecasa 43 Full Beam è senza dubbio uno yacht vintage, a partire dal classico bicolore bianco e blu, per terminare con prestazioni rassicuranti, votate a una navigazione in surplace. Anche nelle scelte di arredo, è facile sentirsi catapultati in un’atmosfera tipica di qualche decennio fa.

Lo yacht sportivo. È sicuramente l’aerodinamico hard top a conferire un’aria sportiva allo yacht Ferretti 850. Finestratura affilata e oscurata, linea aggressiva e velocità massima di 30 nodi confermano le impressioni generali di essere davanti a uno yacht dalle buone caratteristiche dinamiche, anche se in questa categoria di imbarcazioni il confort non può essere trascurato. E Ferretti 850 non tradisce indecisioni dal punto di vista della qualità della vita a bordo.

Lo yacht che riscrive la storia. Fondato nel 1842 sul lago d’Iseo, il cantiere Riva ha fatto la storia dell’imbarcazione italiana, con i motoscafi che hanno fatto innamorare i divi del cinema e i campioni dello sport negli anni Cinquanta, e il mitico Aquarama degli anni Sessanta. Qualità, gioia di vivere ed energia ricompaiono in Riva 76, che aggiorna le tecniche costruttive artigianali legate al legno con un grande utilizzo del carbon look. Velocità oltre i 30 nodi, ampi spazi all’aperto e un fascino che sa essere retrò nonostante l’assoluta modernità del design.

Asciugamani Elettrici Mediclinics

Spesso i dettagli sono in grado di fare la differenza e al tempo stesso la fortuna di una attività commerciale di qualsiasi tipo. La cura per i particolari e l’attenzione verso qualsiasi aspetto legato al benessere dell’utente, in particolar modo alla sua piacevole esperienza all’interno della nostra struttura o dei nostri locali, sono in grado di far percepire agli ospiti la nostra attività come più confortevole  rispetto altre dello stesso tipo. Una delle cose più fastidiose ad esempio, quando ci si trova nei servizi igienici, è il constatare che dopo essersi lavate le mani sarà necessario asciugarle con dei fazzoletti o tovagliette di spugna. I fazzoletti ad esempio, non asciugano del tutto le mani e lasciano quei fastidiosi piccoli residui di carta sulla pelle. Gli asciugamani di spugna invece asciugano meglio le mani ma rischiano di essere poco igienici, dato che batteri e sporcizia possono depositarsi su di essi prima che qualcuno li utilizzi.

Esiste invece una soluzione pratica e assolutamente igienica, che garantisce una perfetta asciugatura delle mani sia dal punto di vista del tatto che dell’igiene: stiamo parlando degli asciugamani elettrici Mediclinics, ovvero asciugamani di ultima generazione perfetti per essere impiegati all’interno di strutture ricettive di ogni tipo ma anche ristoranti, attività commerciali e aziende. Questi veri e propri gioielli della tecnologia sono in grado di asciugare perfettamente le mani nell’arco di 10 – 15 secondi, hanno un sistema ad imbuto che consente di raccogliere le gocce d’acqua e una tecnologia che consente di risparmiare energia. È la soluzione perfetta per te che sei così attento alle necessità dei tuoi clienti e vuoi offrire loro sempre il massimo del benessere, potendo ovviamente contare su un prodotto come questo che rispetta pienamente tutte le normative europee in tema di sicurezza. Per un preventivo o richiesta di informazioni puoi contattare il recapito telefonico 0264672220.